La zuppa della nonna è sempre la più buona

 


Se arriva il freddo improvviso accendiamo i termosifoni. Ma i nostri nonni, quelli vissuti nella prima parte del secolo scorso, trovavano il calore rifocillando lo stomaco. Come? Con brodi e zuppe, serviti, ovviamente, caldissimi. 

Una soluzione naturale e “bio”, diremmo oggi. Le verdure e le patate, tritate in vellutate portentose e zuppe abbondanti, risultavano piacevoli e gustose. Lo hanno riscoperto oggi grandi chef nei loro ristoranti stellati. 

Le zuppe non sono più un piatto povero, così ricche di fibra, vitamine e minerali. Fanno pure colore nel piatto. E il fenomeno del bone broth (brodo d’osso) e dello souping sta prendendo piede nelle società occidentali. Intanto una nota catena di vendita on line propone un premiatissimo bone brothun concentrato di ossa di manzo, massimo effetto nutriente, da viaggio, senza ormoni o additivi, delizioso sapore naturale. Una sorta di brodo supervitaminico concentrato in una vasetto. 

Anche se la zuppa della nonna, ha, davvero, un altro sapore.

*in Credere, n.51 del 17.12.2023

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